I sequestri penali: tipologie e rimedi difensivi

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Il codice prevede varie tipologie di sequestri: il sequestro probatorio, il sequestro preventivo impeditivo, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca e il sequestro conservativo.

Si tratta di misure con finalità, presupposti e limiti diversi. Il sequestro probatorio (disposto dal PM già in fase di indagini) è un mezzo di ricerca della prova: serve, in pratica, a dimostrare il reato oggetto di indagine, permettendo di svolgere gli accertamenti sulle cose pertinenti al reato o sul corpo del reato. Il sequestro preventivo impeditivo (disposto dal Giudice già in fase di indagini) è una misura cautelare reale: serve a impedire che la libera disponibilità delle cose pertinenti al reato possa favorirne la reiterazione o l’aggravamento delle sue conseguenze. Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca (disposto dal Giudice già durante le indagini) mira, invece, a evitare che il trascorrere del tempo la renda impossibile. Il sequestro conservativo (disposto dal Giudice, solo dopo l’inizio del processo), infine, mira a evitare che, durante il processo, l’imputato si liberi dei propri beni, rendendo difficile il risarcimento alla parte civile o il pagamento delle somme dovute all’erario.

Nel caso in cui venga disposto un sequestro, il suo destinatario (cioè l’indagato/imputato o anche il terzo titolare del bene) può ricorrere, tramite un difensore, a vari rimedi. A seconda dei casi, è possibile impugnare il provvedimento, presentando subito un’istanza al Tribunale del Riesame oppure, anche successivamente, un’istanza di revoca al PM o al Giudice; ancora, in caso di rigetto della richiesta di revoca, è possibile presentare appello cautelare o opposizioneavverso il medesimo.

Dal momento che, come visto, i vari sequestri presentano delle distinte caratteristiche, anche le argomentazioni difensive risultano in parte diverse. Ferma la possibilità di contestare, in tutti i casi, sia pure alcune differenze, la sussistenza del fumus del reato (cioè l’esistenza di “indizi” a carico dell’indagato), le argomentazioni difensive variano a seconda della funzione del singolo sequestro. Nel caso del sequestro probatorio, anche quando esso verta sul corpo del reato, è possibile contestare l’eventuale carenza di motivazione circa le finalità probatorie concretamente perseguite. Nel caso del sequestro preventivo impeditivo, è possibile contestare l’assenza di un rapporto di pertinenza tra la cosa sequestrata e il reato, oppure la mancanza di motivazione circa l’effettiva esistenza di un concreto pericolo di reiterazione/aggravamento del reato. Nel caso del sequestro finalizzato alla confisca, invece, è possibile evidenziare la mancanza del pericolo che, in attesa della conclusione del procedimento penale, i beni vengano dispersi o occultati dall’indagato/imputato.

In ogni caso, per tutte le tipologie di sequestro penale un ruolo essenziale è svolto dal rapporto di proporzione tra di esse e le finalità dalle stesse perseguite. In caso di sequestro, le argomentazioni difensive devono tenere in considerazione tale aspetto, poiché, in caso di sproporzione tra il sequestro stesso e l’obiettivo perseguito, l’avvocato può richiedere e ottenere l’annullamento o la riduzione quantitativa della misura. I principi costituzionali ed europei, infatti, impediscono di applicare sequestri che non siano idonei a garantire il loro obiettivo oppure che siano sostituibili con altre misure meno invasive per il titolare del bene. E questo vale sia nella fase iniziale, in cui viene applicato il sequestro (che dovrà essere subito annullato), sia nella fase successiva, cioè durante l’esecuzione della misura (che dovrà essere revocata o rimodulata qualora non più proporzionata, per fatti sopravvenuti).

In conclusione, i vari sequestri penali previsti dal codice sono diversi per funzione e natura. Così come sono diversi i rispettivi rimedi e argomentazioni difensive, cui può ricorrere il titolare del bene. In ogni caso, vi sono dei limiti che non possono essere mai superati, per evitare che il sequestro si risolva in un sacrificio inutile e sproporzionato per i diritti del singolo. Occorre quindi essere consapevoli di questi limiti e, mediante un’adeguata difesa tecnica, farli tempestivamente valere con i vari rimedi previsti dall’ordinamento.